Fly

Vorrei dimenticarmi del tempo per un sospiro, un istante, una parentesi dopo la corsa, e andare dove mi spinge il cuore.

Vorrei ritrovare le tracce della mia vita, del posto da cui vengo, e conservare l’oro del mio passato al caldo del mio giardino segreto.

Vorrei attraversare l’oceano, incrociare il volo di un gabbiano, pensare a tutto quello che ho visto, o al contrario andare incontro all’ignoto.

Vorrei strappare la luna, vorrei addirittura salvare la Terra, ma prima di tutto vorrei parlare a mio padre, parlare a mio padre.

Vorrei scegliere una nave, non la più grande né la più bella, la riempirei di immagini e di profumi dei miei viaggi.

Vorrei frenare per sedermi, trovare in fondo alla mia memoria la voce di chi mi ha insegnato che non esistono sogni proibiti.

Vorrei trovare i colori dei quadri che ho nel cuore, di quella casa dalle linee pure dove vi vedo e mi sento sicura, vorrei strappare la luna, vorrei addirittura salvare la Terra, ma prima di tutto vorrei parlare a mio padre, vorrei parlare a mio padre.

Vorrei partire con te, vorrei sognare con te, ricercare sempre l’inarrivabile, sperare sempre nell’impossibile, vorrei strappare la luna, e perché no, salvare la Terra, ma prima di tutto vorrei parlare a mio padre.

Cèline Dion, Parler à mon père