Disappointment

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione.
Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d’una ingiustizia che non t’aspettavi, d’un fallimento che non meritavi.

Oriana Fallaci, Un cappello pieno di ciliegie

Ed un antidoto non c’è…

Come neve d’estate

Erano pezzi di vetro
sparsi sul nostro cammino
le nostre difese
lasciate sospese.

Fluida acqua che scorre
i nodi miei già si sciolgono
come neve d’estate
ma ti guardo tornare su letti di spine
le nostre parole lontane dal cuore
le nostre paure immotivate, congelate.

L’amore con te è come camminare
in punta di piedi senza potermi fermare

Ma sento il tuo calore forte
negli angoli bui delle mie stanze gelate
appesa al tuo respiro mi vedo cadere
per poi ritornare a sentirmi felice.

Ma la tensione che sento verso il tuo respiro
mi distoglie dal pensiero
di tutto ciò che è andato perso
e credo a volte di volere riparare
di poter ricostruire
tutto nuovo e un po’ diverso.

Ma sento il tuo calore forte
negli angoli bui delle mie stanze gelate
appesa al tuo respiro mi vedo cadere
per poi ritornare a sentirmi felice.
Mi fermo di fronte al tuo viso
tu che dormi disteso e non sai
di poterti affidare
di poterti fidare
di me.

N. B. Giannitrapani, In punta di piedi

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Cadere.
Cristallizzare quell’attimo.
Rialzarsi.
Proseguire nel cammino accidentato e doloroso, scalzi.
In punta di piedi.
Tra i rovi e la grandine.

E poi…

Il freddo dell’anima scaldato dal tuo dolce e sincero sorriso.

 

Salt in my wounds

Incredibile come il dolore dell’anima non venga capito. Se ti becchi una pallottola o una scheggia si mettono subito a strillare presto-barellieri-il-plasma, se ti rompi una gamba te la ingessano, se hai la gola infiammata ti danno le medicine. Se hai il cuore a pezzi e sei così disperato che non ti riesce aprir bocca, invece, non se ne accorgono neanche. Eppure il dolore dell’anima è una malattia molto più grave della gamba rotta e della gola infiammata, le sue ferite sono assai più profonde e pericolose di quelle procurate da una pallottola o da una scheggia. Sono ferite che non guariscono, quelle, ferite che ad ogni pretesto ricominciano a sanguinare.

Oriana Fallaci, Insciallah

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Ferite che non guariscono. Ferite che si infettano. Che bruciano, sparse di sale. Ferite per cui non esiste cura. Come se quel cuore, quell’anima sofferenti, non fossero nulla di speciale.

Interlude

“Se riguardava ai mesi passati, erano immersi in una foschia vasta e dorata in cui emergeva qua e là il profilo di un’isola di luce. La foschia era la generale sensazione di avvolgimento che le dava l’amore di lui, e le isole di luce erano i giorni che avevano trascorso insieme”.

(Edith Wharton, Ho capito che ti amo)

Impalpabile, un soffio di vento ti porta via. Inesorabile un oscuro torpore mi assale. Precipito pesantemente nell’aria fredda. Ed è buio.

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